
Mi piace pensarlo come un viaggio, un esperimento, il viaggiatore nell’arco.
Lavoro soprattutto con materiale riciclato, lastre di ferro, tubi, pezzi industriali, pezzi agricoli, seghe circolari, tombini e altri oggetti che trovo in giro e che m’ incuriosiscono.
Come viaggiatore mi piace spiare i paesaggi, il sole che arriva, una nuvola, dei boschi, delle colline, la pioggia. E cerco di disegnarli nei profili delle cornici.
In questo periodo mi sto dedicando ai tagli: tagli intesi come il taglio pratico del materiale, quindi usando la fiamma ossidrica, la mola, punzonature, il plasma o, per i lamierini più leggeri, una taglierina con una lama da più di un metro; tagli intesi come il disegno, quindi obbligare l’osservatore a scegliere che parte riflettere di se stesso negli specchi, o l’avvicinarsi a dismisura per spiare una delle piccole cornici.
Se passo davanti a dei tagli del genere mi devo fermare e cercare quello che più mi piace, se sarò triste e ingobbito vedrò la fronte o solo i capelli, se sarò contento vedrò il taglio del mio bel sorriso; qualche volta di sfuggita un orecchio o più semplicemente un angolo di casa riflesso.
Sorprese, abbiamo bisogno di sorprese e curiosità.